LA TERRA PROMESSA - 02/11/21 - GaMeMaStEr

La carovana di Argasto lasciò l'accampamento di buon mattino, sotto lo sguardo severo e pieno di giudizi da parte di quelli che invece rimanevano e non potevano prendervi parte ed il viaggio iniziò.
Il paesaggio era ancora boscoso, a volte così fitto che chiunque tentasse di guardarsi attorno non vedeva altro che alberi e carri barcollanti nel loro incedere.
L'uome dei membri della carovana era ottimo. C'erano fiducia e speranza.

Il cammino proseguì in una lenta salita, inerpicandosi tra colline ricoperte da fitta vegetazione e crepacci poco profondi.
Quando i carri raggiunsero le creste in alto, libere dalla vegetazione, s'intravidero più a nord le imponenti montagne. Fu allora chiaro a tutti del perchè i loro antentati avevano chiamato quelle montagne i Titani. A guardarle da lì facevano sentire ogni uomo, piccolo ed insignificante.


Il sole brillava in un cielo terso, come se Prios, il dio sole, avesse ascoltato le preghiere dei viaggiatori, concedendo loro un clima clemente. Anche Argasto sembrava di buon umore. In diversi gli sentirono pronunciare queste parole.
"Il volto del Legislatore sorride benevolo sopra il passo; è di buon auspicio".

In quella giornata il temuto arrivo del freddo inverno sembrava lontano.
Viaggiarono per tutto il giorno senza grossi intoppi ed al tramonto venne il momento di piantare l'accampamento ed i carri vennero disposti in cerchio.

Bartolomeo, il novizio dell'Ordo Magica che era stato assoldato per accompagnare la carovana, si allontanò per lavarsi via la polvere del viaggio in un vicino ruscello.

Non passò molto tempo che si udì la sua voce gridare "AL LADRO! AL LADROOOO!".
Quello che successe fu reso di pubblico dominio, dopo che i primi che accorsero raccontarono al resto della carovana l'accaduto. Mentre era in acqua per lavarsi, qualcuno si era avvicinato di soppiatto alla riva, protetto da pietre e cespugli e sottratto qualcosa di prezioso al giovane novizio. Quest'ultimo aveva infatti lasciato la veste sulla riva così come la sacca che si portava sempre appresso.
Quello che non venne reso di pubblico dominio, perchè nessuno ne era a conoscenza a parte Bartolomeo ed Argasto fu che l'oggetto sottratto era un potente artefatto, la Pietra del Sole, oggetto chiave per la traversata su cui il mercante contava e basava l'intero suo progetto e spedizione. Negli intenti dell'astuto carovaniere l'artefatto avrebbe dovuto proteggere tutti quanti dal freddo della traversata fino alla loro destinazione.
Queste informazioni vennero rivelate a Solomon, Mhob e Trùmlin, quando vennero convocati in fretta e furia all'interno della tenda del mercante. Il fatto era successo da poco ed Argasto era agitato.
"Le cose sono molto semplici, recuperate la Pietra del Sole o dovremo tornare indietro, con o senza il favore di Prios! Spero di essere stato chiaro e di non essermi sbagliato sul vostro conto! Andate e riportatemi, riportateci la Pietra."

Come al solito Argasto, quasi dovesse pagare di tasca propria le parole usate, non le sprecò, non aggiunse altro e con un gesto molto secco indicò ai tre di andare.

"Ah..." aggiunse prima che uscissero dalla tenda, "quello che vi ho detto non deve uscire da questa tenda, intesi?"
Quando uscirono dalla tenda ad attendere gli avventurieri c'era il gruppo di guardie di Krin, con naso di porco in prima fila, appoggiatto con uno stivale ad un ceppo di legno. Aveva un coltello in mano e ci giocherellava facendolo roteare puntandone la punta su un dito.

"Zarebbe un vero peccato ze dovezzero fallire... vero ragazzi?"

Per tutta  risposta ci fu una sghignazzata da parte delle guardie.

Evidentemente avevano ascoltato la loro conversazione con il mercante. Le cose non sembravano mettersi per il meglio.

NON GDR
Vi è stata affidata una missione molto chiara. Da dove volete iniziare?
Vi ricordo solo che non ci sono molte ore di luce, il sole sta infatti per tramontare.

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